
Chi si occupa di fotografia di moda sa che George Hoyningen-Huene (San Pietroburgo, 1900 – Los Angeles,1968) è uno dei grandi maestri di questo genere fotografico, pur non limitandosi a quello. La mostra Glamour e Avanguardia, proposta a Palazzo Reale a Milano, curata da Susanna Brown, è un’importante occasione per far luce su tutta la sua opera, facendola scoprire anche a un pubblico più ampio.
Una rassegna, accompagnata da un catalogo edito da Moebius, che presenta anche alcuni straordinari vintage, ricca di immagini che coprono l’intero cammino di Hoyningen-Huene e le sue diverse tipologie di scatti.
La storia di George Hoyningen-Huene in mostra a Palazzo Reale a Milano
La sua storia è comune a quella di altri aristocratici russi. Nato nel 1900 da una nobile famiglia, fin da bambino viene condotto in Europa: dalla Svizzera alla Germania all’Italia, paese da cui rimane profondamente colpito. Scopre la classicità che diventerà un elemento portante del suo lavoro, come mostrano fotografie esposte. Impara le lingue e vive una vita assai movimentata. Fa parecchi lavori, anche l’attore, prende lezioni di pittura e finalmente nel 1924 collabora con Man Ray, un altro russo, a un portfolio fotografico.
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George Hoyningen-Huene un amante dell’arte oltre che della fotografia
Prima di vendere il suo lavoro fotografico, vende quello di illustratore a Harper’s Bazaar e a Vogue. L’anima artistica del suo lavoro è evidente. La prima foto pubblicata, su Vogue, è del 1926, nell’anno successivo pubblica anche su Vanity Fair. Si dedica poi al cinema amatoriale. La sua ricerca è densa di una serie di caratteristiche e componenti che la rendono unica, tra cui la luce che ne costituisce un elemento fondante; Hoyningen-Huene la utilizza con rara maestria, come strumento per far emergere l’elemento scultoreo e tridimensionale tanto nelle foto di moda che nei ritratti. Nel 1929 partecipa alla mostra epocale Film und Fotos, la cui prima sede è Stoccarda, in cui si sottolineano le peculiarità linguistiche del cinema e della fotografia.
I suoi amici sono tra i più importanti protagonisti, nell’arte e nella moda, di quella particolare stagione culturale tra gli Anni Venti e Trenta del Novecento, tra cui Elsa Schiaparelli, Cecil Beaton e Horst P. Horst, con cui vive un intenso rapporto amoroso. Gli abiti di Lelong, Chanel, Vionnet, Lanvin, Balenciaga sono immortalati dall’obiettivo di Hoyningen-Huene, che riesce a coglierne la portata rivoluzionaria.
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La mostra a Milano racconta anche il rapporto con il cinema di Hoyningen-Huene
Con Horst P. Horst condivide la casa di vacanze ad Hammamet in Tunisia, che nel tempo diventerà il suo buen ritiro. L’Africa negli anni Trenta è un soggetto privilegiato della sua fotografia, così come in seguito la Grecia.
È affascinato, durante tutta la sua vita, dai paesi del
Mediterraneo di cui riesce a catturare le atmosfere, la luce. Nel
suo intero percorso è fondamentale il rapporto con il cinema,
segnato dall’amicizia con George Cukor con cui
collabora a È nata una stella con Judy Garland. Nel 1980,
dodici anni dopo la sua morte, l’International Center of
Photography diNew York produce la sua prima grande
retrospettiva che arriverà anche a Londra e a Parigi, consacrandolo
come uno dei grandi maestri della fotografia a trecentosessanta
gradi, non solo di moda. Un punto di riferimento per molti, primo
fra tutti Robert Mapplethorpe.
Angela Madesani
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L’articolo "Amante dell’arte e della bellezza. A Milano Palazzo Reale celebra George Hoyningen-Huene" è apparso per la prima volta su Artribune®.
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