
Alla fine del 2023, la sede londinese della Zabludowicz Collection, project space dedicato all’arte contemporanea fondato dai collezionisti Anita e Poju Zabludowicz, chiudeva battenti dopo 16 anni di attività. La galleria, ospitata negli spazi di un’ex chiesa metodista di Camden, era diventata nel tempo un punto di riferimento per gli artisti emergenti in città, accogliendo oltre 250mila visitatori, con un lavoro focalizzato soprattutto sull’arte digitale. Oggi l’attività prosegue a New York e sull’isola finlandese di Sarvisalo, dove parte della collezione è esposta in modo permanente e la coppia organizza un programma biennale di residenze artistiche.
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Camden Art Projects. L’arte contemporanea nell’ex chiesa ottocentesca di Belsize Park
Anche l’edificio in stile Corinzio di Camden, però, si appresta
a riaprire le porte al pubblico, ancora una volta come spazio
espositivo. Costruito tra il 1867 e il 1871 come
luogo di culto di riferimento per l’area di
Belsize Park, nel 1963 lo spazio fu ceduto al London Drama
Centre, che vi insediò una delle più prestigiose accademie
di recitazione del Regno Unito, fino al trasferimento del 2004.
Solo qualche anno più tardi – era il 2007 – dopo una
ristrutturazione rispettosa della storia dell’edificio, affidata
allo studio AHMM (Allford Hall Monaghan e Morris),
i coniugi Zabludowicz sancivano la riconversione dell’ex chiesa in
galleria d’arte. Nel frattempo, dalla metà degli Anni Settanta, il
complesso è stato riconosciuto monumento nazionale (Grade II)
iscritto nella lista degli edifici storici da tutelare.
Uno status che non confligge con il debutto del Camden Art
Projects, in programma per il prossimo 9 maggio. Al numero 176 di
Prince of Wales Road, il nuovo spazio si prefigge di promuovere
l’arte contemporanea e il cinema, ed esordisce con un progetto di
“ritorno”.
La mostra di Martin Creed al Camden Art Projects
La mostra inaugurale curata da Hala Matar,
infatti, è dedicata all’opera di Martin Creed
(Wakefield, 1986), insignito nel 2001 del Turner Prize. Fulcro
dell’esposizione sarà l’installazione immersiva Work No. 3891
Half the air in a given space, presentata per la prima volta
nel 2014 alla Hayward Gallery di Londra, e poi allestita a più
riprese nel mondo, con accorgimenti studiati sul contesto. Anche a
Camden, l’opera inviterà i visitatori a interagire con i palloncini
che invadono lo spazio, facendosi strada con le mani per
conquistare l’uscita, diventando così parte attiva
dell’installazione e sperimentando la relazione con l’architettura
con un approccio inaspettato.
Sulla facciata dell’ex chiesa, invece, sarà esposta la scritta al
neon che dà il titolo alla mostra, Work No. 1086: EVERYTHING IS
GOING TO BE ALRIGHT (2011).
Un nuovo centro culturale per Londra. Tra arte, cinema e croissant
Il progetto di lancio del Camden Art Projects sarà occasione per
scoprire i nuovi ambienti allestiti all’interno dell’edificio, che
d’ora in avanti ospiterà anche una sala proiezioni, confermando
l’intenzione di proporsi come centro culturale dinamico, aperto
alla comunità (presto sarà condiviso un programma di proiezioni e
conversazioni d’arte). Nella stessa direzione deve inquadrarsi la
collaborazione con l’ottima pasticceria e bakery Little
Bread Pedlar, già presente con due locali a Londra (il
quartier generale, non distante, a Primrose Hill; e una seconda
sede a Bermondsey), che gestirà un punto vendita all’interno della
galleria.
Lo spazio sarà aperto al pubblico dalle 9 alle 18, con accesso
libero, dal mercoledì alla domenica.
Livia Montagnoli
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L’articolo "L’ex chiesa ottocentesca di Londra che diventa spazio per l’arte contemporanea" è apparso per la prima volta su Artribune®.




