
Due anni fa, la Fondazione Alberto Peruzzo inaugurava la sua nuova sede a Padova, al termine di un lungo lavoro di restauro e riconversione della ex Chiesa di Sant’Agnese. Un passaggio di consolidamento delle finalità che hanno sempre ispirato l’istituzione fondata nel 2015 dal collezionista Alberto Peruzzo per promuovere l’arte contemporanea in relazione alla tutela e all’arricchimento del patrimonio artistico e storico del territorio.
Il nuovo bookshop della Fondazione Alberto Peruzzo
In quest’ottica, gli ambienti della chiesa duecentesca sono
stati trasformati in spazi espositivi con la navata dedicata alle
installazioni temporanee, il terrazzo alla raccolta dei reperti
trovati nel corso dei restauri e la sacrestia alla collezione della
Fondazione (più di centocinquanta opere, spaziando dall’inizio del
Novecento ai giorni nostri, esposte a rotazione).
E dal 24 maggio, chi visita la Fondazione potrà
usufruire anche del nuovo bookshop Dante61,
ricavato accanto all’ex chiesa per valorizzare le culture visive e
le nuove pratiche editoriali. La libreria promuoverà, infatti,
progetti d’artista, case editrici indipendenti, libri in edizione
limitata, cataloghi d’arte e realtà editoriali di nicchia. Per
l’occasione sarà presentato il cofanetto Fondazione Alberto
Peruzzo, 2011-2025, tre volumi che ricostruiscono la storia
della fondazione.
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INTRA: la prima edizione del festival di arti performative della Fondazione Alberto Peruzzo
Ad apprezzare il nuovo spazio sarà, innanzitutto, il pubblico
del festival di arti performative INTRA, novità
significativa nella programmazione della Fondazione, pensato per
affiancare all’attività espositiva dell’istituzione incursioni in
altri linguaggi espressivi, creando un momento “tra le mostre” che
trasformerà gli spazi dell’ex chiesa in un luogo di
contaminazione.
La prima edizione di INTRA si terrà dal 9 al 28
maggio, con 16 appuntamenti tra arte, musica, teatro e
performance, molti dei quali accomunati dalla vocazione
all’improvvisazione.
Si partirà, il 9 maggio, con l’evento inaugurale affidato alla
musica della clarinettista Greta Romani e del
contrabbasso solo di Mirco Ballabene, in dialogo
con la mostra Riflessi di Storia. Echi di futuro di
Giovanni De Sandre, che ha fotografato la
trasformazione dell’ex Palazzo Lanza. Adiacente alla chiesa di
Sant’Agnese, nel 2018 il palazzo è stato acquisito dalla
Fondazione, ed è in corso di riqualificazione per ospitare nuovi
spazi espositivi.
Un nuovo appuntamento musicale si terrà mercoledì 14 maggio, con il
concerto della DOOOM Orchestra, collettivo di
giovani musicisti che esplora l’improvvisazione, anticipato
dall’anteprima del documentario Our Sea Lies Within.
Giovedì 22 maggio sarà invece protagonista la danza con
Inesorabilmenteunavia, di Emma Zani e Roberto
Doveri: performance ispirata da Il Bisonte (1998)
di Bizhan Bassiri e Stefano Taglietti, una video-opera che indaga
il rigenerarsi implacabile della natura. Nella stessa giornata sarà
organizzata anche la prima edizione di Viadante Art
District, in sinergia con altre realtà artistiche di via
Dante: per tutto il giorno la strada chiuderà al traffico per
trasformarsi in un salotto dedicato all’arte, tra studio visit e
incontri.
E ancora, domenica 25 maggio, Electric Body
proporrà il concerto-performance di Pollini Electroacoustic
Ensemble a cura della Scuola di Musica Elettronica del
Conservatorio Pollini di Padova. A seguire, con gli allievi di
Spaziodanza Padova, una performance in cui il corpo dei danzatori
diventa generatore di suoni grazie al movimento captato da sensori
con cui interagiscono i musicisti del Conservatorio.
Il maxi calcetto di Maurizio Cattelan per sfidarsi in chiesa
Ma il debutto di INTRA sarà anche occasione per portare nella
navata di Sant’Agnese la celebre installazione STADIUM,
presentata per la prima volta da Maurizio Cattelan
nel 1991 alla Galleria d’Arte Moderna di Bologna. L’opera – un
calcetto balilla lungo quasi 7 metri per sfide di 11 contro 11
giocatori – è un invito a interagire con l’arte, ma offre anche
l’opportunità di riflettere sull’inclusione, il razzismo (al suo
esordio, l’installazione fu attivata da una sfida tra una squadra
composta da bianchi e una da migranti), la divisione in classi
della società contemporanea. Una critica sarcastica – tra
l’incontro e lo scontro – ai modelli di integrazione adottati negli
ultimi anni dalle società europee e occidentali.
Livia Montagnoli
L’articolo "Parte un nuovo festival di arti performative in un’ex chiesa di Padova" è apparso per la prima volta su Artribune®.




