
Si conclude con una panoramica che raccoglie dieci stati extraeuropei il percorso di avvicinamento alle 19. Mostra Internazionale di Architettura, che per il 2025 riunisce complessivamente 66 partecipazioni nazionali, tra Giardini, Arsenale e nel centro storico di Venezia. Dopo Medio Oriente ed Europa, un’ultima overview di respiro globale in attesa delle prime immagine e impressioni dalla Laguna.
Repubblica dell’Uzbekistan – A Matter of Radiance
I curatori Ekaterina Golovatyuk e Giacomo Cantoni
(dello studio GRACE) hanno scelto di concentrare il
padiglione sull’eredità modernista
dell’Uzbekistan, a partire da un esempio concreto:
il Sun Institute of Material Science.
Costruito nel 1987 vicino a Tashkent, fu uno degli ultimi
grandi progetti scientifici dell’ex URSS. Dalle sue dimensioni
estreme, in linea con le logiche del passato sovietico, agli eventi
storici che ne hanno impedito l’ascesa come infrastruttura
all’avanguardia, l’edificio “rivive” a Venezia attraverso una
serie di frammenti, trasportati dall’Uzbekistan o
ricostruiti ad hoc.
Curatori: GRACE (Ekaterina Golovatyuk, Giacomo
Cantoni)
Sede: Arsenale
Giappone – In-Between
Pareti, percorsi, terrazza,
pensilina, persino l’albero interno: l’intero padiglione
giapponese, incluse le presenze umane che lo attraversano e i
professionisti scelti per la Biennale Architettura 2025, divengono
parte di un esperimento finalizzato a generare una
situazione di scambio, tra reale e immaginario. A
ispirarla è il concetto nipponico di
“ma”, che si riferisce a un
intervallo, a uno “spazio-tempo intermedio”.
Curatori: Jun Aoki
Sede: Giardini
Repubblica di Corea – Little Toad, Little Toad: Unbuilding Pavilion
Prendendo in prestito una canzone popolare coreana per
bambini, il cui testo è ricco di riferimenti alla casa e
al rifugio, il padiglione celebra il proprio trentennale con
una forma di indagine introspettiva. Riesamina sé stesso
e ripercorre la sua storia con una narrazione
affidata nientemeno che
a un rospo: simbolo di trasformazione
e rigenerazione per molte culture, prova
a immaginare anche i futuri scenari anche per
la Biennale.
Curatori: CAC
(Dahyoung Chung, Heejung Kim, SungkyuJung)
Sede: Giardini
Cina – Co-Exist
Umanità e natura devono essere il fulcro della nuova
era. Lo sostiene l’architetto
cinese Ma Yansong, tra i più affermati progettisti del
grande Paese asiatico nonché fondatore dello
studio MAD Architects: è lui il curatore del
padiglione nazionale. In CO-EXIST dieci
opere esplorano l’interazione tra la filosofia tradizionale
cinese e la rapida evoluzione della tecnologia contemporanea, sullo
sfondo di un territorio vastissimo reduce da quattro
decenni di urbanizzazione senza precedenti.
Curatori: Ma Yansong
Sede: Arsenale – Magazzino delle Cisterne, Castello
2169/F
Uruguay – 53,86% Uruguay, País Agua
L’acqua come risorsa e, soprattutto,
come struttura chiave per la cultura, l’economia
e la geopolitica contemporanea: questo il punto di partenza del
padiglione del paese sudamericano, che sollecita un cambio di
paradigma nella progettazione delle città, affinché si
pongano in sintonia con i cicli naturali di questo
fondamentale elemento.
Curatori: Katia
Sei Fong, Ken Sei Fong, Luis Sei Fong
Sede: Giardini
USA – Porch: An Architecture of Generosity
Riunendo i contributi di un’open call nazionale, il primo
padiglione della seconda presidenza Trump espone installazioni
che ragionano, reinterpretandolo, sull’archetipo
architettonico del portico, sottolineandone le
valenze a livello sociale e climatico, nonché il ruolo di
confine tra natura e architettura.
Curatori: Peter MacKeith, Fay Jones
School of Architecture and Design, University of
Arkansas
Sede: Giardini
Canada – Picoplanktonics
Anziché sfruttare il pianeta, possiamo iniziare a ripararlo
per garantire una speranza di sopravvivenza alla specie umana?
Il padiglione
canadese spinge a riconsiderare una particolare specie
di cianobatteri marini (picoplancton), che fu tra le
prime forme di vita sulla Terra. Perché? Possiede, infatti, la
(cruciale) capacità di ridurre l’anidride carbonica
atmosferica.
Curatori: Living
Room Collective (Andrea Shin Ling,
Nicholas Hoban, Vincent Hui, Clayton Lee)
Sede: Giardini
Argentina – Siestario
Ampiamente impiegato nelle campagne argentine come copertura
temporanea, ma anche nelle piscine estive o per offrire riparo
agli animali, a Venezia il silobag sovverte
le sue origini industriali e ribalta la
reputazione di opera di ingegno
locale per svelare “potenzialità
architettoniche”. Diventa, infatti, spazio di relax e
contemplazione collettiva, in cui fermarsi,
riposare, sognare.
Curatori: Juan Manuel Pachué,
Marco Zampieron
Sede: Arsenale
Azerbaigian – Equilibrium. Patterns of Azerbaijian
Per il suo esordio alla Biennale Architettura di
Venezia, l’Azerbaigian presenta progetti
dell’Azerbaijan Development Company (ADEC), di Simmetrico
Architettura e Adalat Mammadov accomunati dal
perseguire il principio Rigenerare. Innovare.
Preservare. Un focus sulla rigenerazione, poiché secondo la
curatrice “preservando al contempo il patrimonio culturale,
ogni opera enfatizza l’importanza della solidarietà e
della fiducia tra le gens (persone) come motori
vitali per l’efficacia di qualsiasi forma di
intelligenza.”
Curatori: Nigar Gardashkhanova
Sede: Castello 2127/A (vicino all’Arsenale)
Repubblica del Togo – Uno sguardo sul patrimonio architettonico del Togo
Debutto anche per il Togo, che nel palcoscenico
internazionale offerto dalla Biennale porta in
scena le traiettorie architettoniche interne, concentrandosi
sui temi della conservazione e della
trasformazione a cavallo tra il XIX e il XX
Secolo.
Curatori: Jeanne Autran-Edorh,
Fabiola Büchele (Studio NEiDA)
Sede: Squero Castello, Salizada Streta,
Castello 368
Valentina Silvestrini
L’articolo "Dieci padiglioni extraeuropei da seguire alla Biennale Architettura 2025" è apparso per la prima volta su Artribune®.

